ITX, un nome che è tutto una telenovela
Dopo le misure preventive che verso Ottobre la Nestlé ha preso per i suoi prodotti che utilizzavano imballaggi Tetrapak, finalmente anche Parmalat decide di salvarsi la faccia.
Il giorno 30 Novembre ha inviato a tutti i negozi e fornitori che distribuiscono i suoi prodotti, un documento che richiede l'immediato ritiro dal commercio di tutte le confezioni che potrebbero risultare contaminate dalla sostanza ITX.
Quindi non stupitevi se all'improvviso e per qualche tempo non vedrete più sugli scaffali del vostro negozio preferito, prodotti Mio (Nestlé), prodotti Nestlé, prodotti Parmalat e prodotti Santal (Parmalat) e altri ancora.
Tutte queste misure preventive hanno comunque il solo scopo di salvare la reputazione di queste grandi aziende e di trattare ancora una volta le persone come fessi.
Intanto non è stata confermata l'alta tossicità della sostanza ITX, come tanti cialtroni dei media cercano di convincere.
Poi, dopo anni che consumiamo prodotti il cui incarto è trattato con l'ITX, se avessimo dovuto stare male o morire, tutto sarebbe già successo.
E invece siamo ancora tutti dei sopravvissuti.
Quindi non mi pare giusto fare così tanta confusione e creare ingiustificati allarmismi.
Tetrapak ha comunicato che ha smesso di produrre contenitori in cui viene usato l'ITX per fissare l'inchiostro colorato sulla confezione.
Nestlé e Parmalat ritirano dal mercato i prodotti incriminati come a voler fare la parte degli eroi che ci salvano da chissà quale epidemia.
Ma che bravi tutti quanti!
Così il problema è risolto?
Scusate ma voglio soffermarmi su un punto.
L'ITX è soltanto la sostanza usata per far attaccare meglio il colore al contenitore in cartone e non abbiamo prove che sia tossica.
Giustamente non deve succedere che venga trovata nei cibi.
Ma allora noi dobbiamo scoprire il perché questa sostanza sia finita all'interno dei contenitori!
E non smettere di utilizzarla!
Tanto se il sistema di realizzazione dei contenitori Tetrapak ha qualche passaggio difettoso, è inutile che cambiamo le sostanze usate, dobbiamo invece cambiare o migliorare le procedure di realizzazione.
Certo che alla fine i fessi siamo sempre noi, che prendiamo per oro colato quello che dicono i media e soprattutto crediamo al solito imbecille di turno che grida "al lupo!".
Ma cosa volete, questo probabilmente è il futuro del mondo.
E questa ennesima paranoia collettiva verrà dimenticata insieme a quelle della mucca pazza, dei polli avvelenati, del vino tossico, del pesce contaminato, etc.
Concludo con un consiglio: prima di spaventarvi, informatevi e ragionate con la vostra di testa.
Intanto io, la prossima volta che mi prendo una lisca maneggiando una cassetta di legno, eviterò di gridare che è arrivata la fine del mondo e denunciare chiunque produce le cassette di legno.
Ovviamente avete capito che l'ultima mia frase era una battuta!
di Luca T. | Lunedì 5 Dicembre 2005